Nuove forme di televisione: Tv in mobilità e IP Tv Palazzo Marini

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Ott 23, 2006 Nessun commento ›› admin

Il C3 ancora una volta indicato a modello per le giovani generazioni, calabresi e non solo. Questo il messaggio augurale del Presidente della Repubblica Napolitano indirizzato all’on. Accroglianò all’apertura del convegno organizzato dal C3.

IL RESOCONTO.

Servono contenuti ad hoc per le nuove piattaforme televisive e soprattutto nuove risorse per creare infrastrutture efficienti e accessibili.

Queste le conclusioni su cui concordano gli attori del panorama italiano delle Telecomunicazioni, che si sono dati appuntamento il 24 ottobre a Palazzo Marini in occasione del convegno “Nuove forme di televisione: TV in mobilità e IP-television” organizzato da C3 International.

Sono intervenuti Gina Nieri per Mediaset, Vincenzo Novari per 3 Italia, Bianca Martinelli per Vodafone, Tullio Camiglieri per Sky Italia e Paolo Agostinelli di Fastweb.
Una tavola rotonda che ha evidenziato le enorme lacune sia dal punto di vista normativo che infrastrutturale che di creatività nell’ambito della IP-Tv e della Tv in mobilità.

Il rischio paventato è quello di creare una rete vuota, senza contenuti di interesse e soprattutto non accessibili dal punto dei vista dei costi.
Un punto su cui si è imperniato il dibattito è la necessità di separare nettamente gli operatori di rete dai fornitori di contenuti, garantendo il giusto trade-off tra investimento e risparmio a tutti gli attori. Un appello, in particolare, è arrivato da Vodafone, per porre il divieto di esclusività come è già accaduto in passato, per esempio sulle partite di calcio.

Ha concluso i lavori Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
“Stiamo lavorando per garantire normative precise e per incentivare la diffusione delle nuove piattaforme, senza pregiudicare né la competitività degli operatori né la qualità del servizio offerto.
Serve però creatività e contenuti specifici per i nuovi mezzi di comunicazione e in Italia siamo ancora fermi. Non possiamo permetterci di rimanere fuori dall’Europa e perdere l’autobus dello sviluppo come accadde nel 1977 con la tv a colori ”.

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