Carmelo Iacopino e il riso DOP della Baraggia

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Giu 4, 2008 Nessun commento ›› admin

C’è un unico Riso in Italia che ha ottenuto la DOP, la denominazione di origine protetta istituita dalla Comunità Europea nel 1992 per tutelare la qualità dei prodotti agroalimentari. È un riso che nasce da una terra arida e argillosa, che sfrutta un’acqua pura che discende dal Monte Rosa, che ha trasformato un luogo povero in un territorio generoso con gli uomini e con gli animali. È il riso di Baraggia Biellese e Vercellese. Questo il nome ufficiale di un prodotto della terra che racchiude in sé qualità nutritive e vicende umane uniche al mondo.

L’importante riconoscimento per il Riso di Baraggia è arrivato qualche mese fa e il 4 giugno è stato presentato e festeggiato a Roma in una giornata tutta dedicata al prodotto della terra piemontese. Nella mattina una conferenza stampa per far conoscere ai consumatori il primo riso italiano a Denominazione di Origine Protetta, nel pomeriggio un incontro con esperti nel quale è stata ripercorsa la storia della Baraggia, termine generico usato per indicare i terreni poco fertili, e del suo Consorzio di Bonifica, ma dove sono anche state illustrate le caratteristiche nutritive e terapeutiche del chicco di riso e la mitologia e la filosofia ispirate dalle risaie di Biella e Vercelli. La giornata romana, voluta dal Consorzio di Tutela della DOPe dalla Regione Piemonte , è stata organizzata in collaborazione con C3 International, l’associazione che riunisce i calabresi che hanno lasciato la loro regione per stabilirsi altrove, ma che conservano un profondo legame con la terra d’origine. Il sodalizio con C3 International, presieduta dall’On. Peppino Accroglianò, nasce dall’amicizia con Carmelo Iacopino, Direttore Generale del Consorzio di Bonifica della Baraggia Vercellese (oggi anche Biellese), nato in Calabria e vissuto in Piemonte, componente del comitato d’onore dell’associazione.

A moderare il convegno pomeridiano, che si è tenuto negli splendidi Horti Sallustiani, è stato il prof. Cesare Mirabelli, presidente Emerito della Corte Costituzionale, che ha introdotto per primo il Presidente del Consorzio, il Dr Carlo Goio. A quest’ultimo il compito di ringraziare gli intervenuti e tutti coloro che hanno reso possibile raggiungere il traguardo della DOP al riso di Baraggia. Goio ha letto i saluti del presidente della regione Mercedes Bresso. “Siamo orgogliosi – ha scritto il governatore, trattenuta i Piemonte a causa della recente alluvione – di aver collaborato con voi. Siamo orgogliosi di voi”. Saluti anche dai presidenti di Camera e Senato, Renato Schifani e Gianfranco Fini e dall’assessore Regionale all’Agricoltura Mino Taricco. Un ringraziamento particolare è andato alla dott.ssa Laura La Torre, che ha seguito le procedure burocratiche per il riconoscimento della DOP.

In sala molti amministratori del territorio dove viene coltivato il riso DOP, compreso tra il fiume Sesia, il torrente Elvo e la strada Biella Gattinara, che include 28 Comuni. A Roma sono arrivati i sindaci di Arborio, Alessandro Montella, di Buronzo, Silvana Tovo, di Carisio, Claudio Costanzo. E ancora Giorgio Gallina, sindaco di Casanova Elvo, Daniele Zanazzo di Ghislarengo, Guido Francione di Oldenico e Giuseppe Delmastro, primo cittadino di Rovasenda. Presenti inoltre il presidente e il direttore generale dell’Ente Nazionale Risi Piero Garrione e Roberto Magnaghi. A festeggiare la DOP a Roma anche Giuseppe Graziola, assessore all’Agricoltura della Provincia di Biella, Massimo Camandona, Francesco Zanotti e Marco Barberis, tutti assessori alla Provincia di Vercelli.

Il riso di Baraggia fa bene. Fa bene alla terra perché un terreno argilloso, fine e costipato come quello baraggivo, incapace di trattenere l’acqua e quindi arido in estate, può essere coltivato ad una sola condizione, la disponibilità costante di acque irrigue. La coltivazione per immersione, tipica del riso, consente poi di neutralizzare l’acidità del terreno, così, grazie all’incontro con questo cereale, una terra altrimenti sterile, capace di far crescere solo erba e cespugli, si trasforma in un ambiente generoso. Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, Gladio, Loto e Sant’Andrea, le varietà di riso qui coltivate, crescono nelle migliori condizioni e raggiungono una qualità eccellente.

Fa bene anche all’economia. Una terra che agli inizi del novecento veniva inclusa tra le più povere e arretrate d’Italia, ha trovato nel riso la sua ricchezza. Snodo cruciale della sua storia la costituzione, nel 1950, del Consorzio di Bonifica della Baraggia Vercellese che ha costruito canali, dighe, sistemi di irrigazione, non trascurando di migliorare per prime le condizioni di vita degli abitanti della zona. Oggi 25.000 mila ettari di superficie vengono coltivati a riso. Da qui arriva il 10% della produzione nazionale del cereale.

Fa bene al Turismo. Il paesaggio è cambiato grazie al riso e oggi questo ampio territorio ai piedi delle Alpi può offrire spettacoli unici. Ogni primavera si trasforma in un grande lago, che qualcuno ha chiamato il mare a quadretti. In estate si presenta come una distesa verde che con l’avvicinarsi dell’autunno assume i colori caldi del sole. Animali tipici della fauna italiana, altrove scomparsi, qua trovano ancora un luogo propizio dove vivere. L’architettura tradizionale, con castelli e ricetti, completa un quadro ideale per vacanze emozionanti e originali fuori dalle affollate rotte turistiche.

Ma il riso fa bene, soprattutto, alla salute. Il riso, come ha illustrato al convegno la dott.ssa Mariangela Rondanelli, possiede qualità uniche che aiutano a mantenere o recuperare la salute. È un alimento dietetico, digeribile, perfetto per i celiaci, ottimo per combattere l’ipertensione e molto versatile, dall’antipasto al dolce, ogni portata può nascere da chicchi di riso. Un assaggio della duttilità del riso è arrivata a fine giornata, quando in una cena di Gala al St. Regis Grand Hotel di Roma è stato servito un menù con il riso ingrediente principe o di contorno ad ogni portata.

La cena ha fornito l’occasione per cordiali saluti e colloqui tra le tante personalità che hanno voluto festeggiare la Dop di Baraggia. Tra gli altri erano presenti il Vicepresidente dell’Autorità per la Privacy, Giuseppe Chiaravallotti, i Presidenti Emeriti della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli e Annibale Marini, il presidente di Consap Spa Andrea Monorchio, il direttore Generale del Ministero della Giustizia Francesco Mele, il direttore Generale del Ministero Economia e Finanze Antimo Prosperi, il direttore generale Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della Giustizia Santo Rosace, l’avvocato generale aggiunto dell’avvocatura generale dello stato Giuseppe Stipo. Tra i presenti molti deputati e senatori, come l’On. Luigi Bobba, il Sen. Enzo Ghigo, il Sen. Lorenzo Piccioni, il Sen. Gilberto Pichetto e l’on. Roberto Rosso. Non potevano mancare all’appuntamento il Presidente dell’associazione Nazionale delle Bonifiche Massimo Gargano e il direttore Generale dello stesso ente Anna Maria Martuccelli.

Peppino Accrogliano’

 




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