Presentato dal sen. Minniti “L’urlo di Reggio”

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Ott 14, 2014 Nessun commento ›› admin

Grande affluenza al Teatro dei Dioscuri nel Complesso Monumentale di S. Andrea al Quirinale per la presentazione del libro «L’Urlo di Reggio» di Paolo Bolano.
Il libro è stato presentato lunedì 13 ottobre a Roma al Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale dal Sen. Marco Minniti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con i giornalisti Marcello Villari, Enzo Romeo (TG2) e Gianfrancesco Turano (L’Espresso). L’attore e regista Antonio Salines ha letto alcuni brani tratti dalle pagine del libro.

 

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Al tavolo: Paolo Bolano, Peppino Accroglianò, Marcello Villari, il sen. Marco Minniti, Gianfrancesco Turano ed Enzo Romeo.
Corrado Calabrò-14.10.13

Tra gli ospiti, il prof. Corrado Calabrò, illustre giurista e poeta e scrittore di fama internazionale, e – dietro – il giovane tenore Stefano Gagliardi

L’evento è stato promosso dal C3 International, l’Associazione dei Calabresi nel Mondo, fondata e presieduta da Peppino Accroglianò, che da quasi 30 anni si occupa di favorire un dibattito su crescita e sviluppo del Meridione. Tra i presenti, il prof. Corrado Calabrò, dott. Giampiero Mele, il dott. Salvatore Sciuto, il vicequestore Antonio Pignataro, il prof. Natale Fusaro, il gen. Gino Campana, il colonnello Ferdinando Fedi, il prof. Paolo Voci, il tenore Stefano Gagliardi e per il C3 Young gli avv.ti Annalisa Bianco, Deborah Colloca, Alessandro Cassiani, Luana Pangallo.
Dopo l’introduzione di Peppino Accroglianò, il sen. Minniti, nella sua prolusione, ha insistito sulla necessità di recuperare tutti i ritardi – come sottolineato dal libro di Bolano – che hanno indebolito il Mezzogiorno e bloccato la sua rinascita. Il suggerimento di Bolano di aprire una questione mediterranea e non più meridionale – ha detto Minniti – è estremamente valido e interessante: bisogna guardare all’Europa ma soprattutto all’Africa perché il futuro del Mezzogiorno poggia soprattutto sul contributo che le aziende meridionali possono dare ai paesi rivieraschi del Mediterraneo. Ma bisogna «esportare» non solo merci e servizi, ma anche cultura e offrire formazione. Un ruolo che deve divenire predominante per tutto il Sud.
Secondo Bolano, Siamo lontani mille miglia da quella questione meridionale enfatizzata da una certa classe politica subito dopo l’unità d’Italia. Allora chiedevano soltanto denari al centro con la scusa di ridurre il divario nord-sud: naturalmente quei denari venivano puntualmente sperperati. Questo – si può dire – è successo fino al secolo scorso (vedi Cassa per il Mezzogiorno). Siamo al terzo millennio, occorre sostituire urgentemente la classe dirigente, scrivere un progetto per la Calabria e per il Mezzogiorno che guardi con interesse costruttivo il Mediterraneo e le sue risorse.
Le nuove parole d’ordine dovranno essere sì al lavoro e no al l’emigrazione. Bisogna – secondo l’autore – partire dagli interventi accorati alla Camera dei deputati di Giustino Fortunato più di un secolo fa, quando chiedeva conto e interventi ai governanti di allora su: «…valli da bonificare, pendii da rimboscare, vie da aprire, attività industriali da avviare». Era ed è questa oggi la nuova questione che non può e non deve essere più solo meridionale ma necessariamente «mediterranea», con il coinvolgimento di tutti i paesi «meridionali» europei ed extra-europei che si affacciano sul Mediterraneo e vogliono, responsabilmente, puntare a obiettivi e orizzonti di crescita e sviluppo.
Il libro di Bolano pone questi interrogativi e invita i governanti a intervenire senza più indugi, indicando tesi originali e interessanti ma soprattutto suggerendo una serie di proposte operative che riguardano Reggio, prossima città metropolitana, ma devono coinvolgere anche il nostro Paese e l’intero bacino del Mediterraneo.

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