Medma: un libro prezioso, un incontro importante

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Nov 29, 2014 Nessun commento ›› admin

Grande interesse ha suscitato al Circolo Antico Tiro a Volo la presentazione del libro “Medma Colonia di Locri Epizefiri” di Giuseppe Lacquaniti.

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Presentato e coordinato con garbo e competenza dall’archeologa e giornalista  Marisa Ranieri Panetta, l’incontro di venerdì 28 novembre ha fatto conoscere ai moltissimi presenti la ricchezza del sito archeologico di Rosarno e la straordinaria raccolta di reperti conservati nel nuovo polo archeologico.

L’autore Giuseppe Lacquaniti, ha entusiasmato l’attenta platea illustrando la sua opera con moltissime immagini provenienti dal sito di Medma. Sono poi intervenuti, il presidente del C3 International, peppino Accroglianò, l’avv. Giacomo Saccomanno (ex sindaco di Rosarno e animatore del progetto del parco archeologico) e l’editore Mario Romano, che ha spiegato com’è nato ed è stato realizzato il prezioso volume.

Ha concluso il prof. Corrado Calabrò che ha ringraziato l’autore per “questo meraviglioso libro”. «Un libro bellissimo: l’ho letto con una gioia selvaggia» – ha detto l’ex presidente AgCom. «Il mare di mezzo non divide ma congiunge: al tempo in cui i trasporti per terra erano così faticosi il mare era grande piattaforma da una sponda all’altra, una grande autostrada liquida sulla quale scorrevano i traffici e gli scambi culturali. Come osservava Paul Valery, la medesima nave, la medesima barchetta portava le merci e gli dei. le idee e i metodi. Quante cose per contagio o per irradiamento si sono sviluppate sulle sponde del Mediterraneo. In questo modo si è costituito quel tesoro cui la nostra cultura deve quasi tutto nelle sue origini. Posso dire che il Mediterraneo è stata una vera e propria macchina per fabbricare civiltà, ma tutto questo creando affari creava al tempo stesos necessariamente la libertà dello spirito…  E’ stata la fusione di genti e civiltà diverse che ha portato allo splendore di Atene, di Cartagine, di Reggio, di Crotone, di Locri, delle colonie sicule, di Medma e poi di Roma…

«E’ intorno al Mediterraneo che sono nate le grandi civiltà che hanno formato le culture dell’Europa, non solo dei paesi rivieraschi ma anche di quelle dell’entroterra. L’integrazione di popolazioni di diversa origine comportò anche l’integrazione del pantheon: i romani accolsero nel loro pantheon gli dei dei popoli sottomessi, l’opposto di quello che accade oggi, con guerre religiose accanite, col fanatismo che vuole che il Corano sia l’unica lettura consentita, con la menomazione della condizione della donna che invece nella Magna Graecia trovò considerazione. A Locri c’era una società di stampo femminista, vigeva addirittura il matriarcato. Che c’è rimasto dello splendore di quei tempi? CI sono rimaste in eredità un po’ di intelligenza ed esempi di insuperata bellezza. Proprio nel mare, a Riace, sono state scoperte 40 anni fa le statue dei guerrieri di bronzo. Le statue risalenti probabilmente al V secolo a.c. tra le più belle pervenuteci dall’antichità e, in assoluto, tra le più belle al mondo. Sono rimaste per secoli adagiate sul fondo sabbioso sotto pochi metri d’acqua, dopo il naufragio della nave che le trasportava. E sono emerse ai nostri giorni come se l’antico scultore le avesse scolpite adesso per noi. Le stavano trasportando dalla Grecia alla Magna Graecia o viceversa? L’interazione tra la Grecia e Reggio e Locri era all’epoca così intensa che non è dato distinguere la provenienza dalla destinazione. C’è maggiore interazione di questa? C’è rimasta un’apertura mentale che non è solo un retaggio storico, c’è un modo di vedere, di essere. Il Mediterraneo non è il non-luogo dell’utopia ma un topos storico sociale geopolitico fondato su un comune atteggiamento spirituale».

 

 




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